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Bedero Valcuvia | Escursioni | Galleria di immagini

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Bedero Valcuvia, chiesa di Sant’Ilario (1)
Foto 1: didascalia
Bedero Valcuvia, chiesa di Sant’Ilario

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Le case dell’antico borgo di Bedero Valcuvia si raccolgono sopra un esteso poggio morenico del Monte Scerè (796 m), che guarda sulle valli del Varesotto settentrionale, la Valganna, la Valmarchirolo, il Lago Maggiore e la sponda svizzera, fino a scorgere Brissago.

Così come per le località limitrofe, anche l’origine del toponimo di Bedero risale ai termini bederum e bedre, che rimandano alla betulla. Ma non si può neanche rifiutare l’ipotesi che Bedero derivi dalla radice celto-germanica by, che fa riferimento a “villaggio” e a “pendio vallivo”.

Attraversare il centro storico è come fare un salto nel Medioevo: le strette strade (chiamate bòcc, i buchi) si snodano al disotto di archi costruiti nel XIII secolo, le case sono gomito a gomito, con gli ingressi piccoli e densamente abitate. Se si attraversa la piazza si possono ancora sentire le donne che insegnano catechismo ai bambini e se si giunge a località Castello si potrebbe pensare alla presenza di una antica postazione di avvistamento, di cui però non sono rimaste testimonianze.

È consacrata a Sant’Ilario vescovo la chiesa parrocchiale, edificata in periodo tardo-romanico, con la navata che venne allungata attorno alla metà del XVIII secolo, e con la sostituzione dell’abside quadra (o semicircolare) con una pentagonale e due cappelle laterali. Negli anni 1822-1823 venne definitivamente invertito l’orientamento della chiesa, con l’innalzamento delle tre navate e la facciata in stile lombardo ottocentesco. Molto caratteristico è il campanile, di struttura romanica, restaurato e rialzato nel 1881 grazie al posizionamento di una cella campanaria in ferro. Le balaustre sono opera dello scultore locale Saverio Martinoli (al quale è stata posta una lapide presso la casa natale); le opere artistiche conservate nella chiesa sono del milanese Maroni, che ha dipinto gli affreschi raffiguranti Sant’Ilario nell’atto di resuscitare un fanciullo, la gloria di Sant’Ilario, Sant’Antonio Abate che benedice gli animali e l'incoronazione della Vergine. Monzio Compagnoni, pittore del dopoguerra, è autore del Buon Pastore, del Figliol Prodigo, della Crocifissione e del Cristo giudice con gli angeli.
Altro edificio religioso è la cappelletta lignea dedicata alla Madonna degli Alpini.

Le risorse economiche del paese derivano, per tradizione, dall’industria tessile e dal frontalierato verso la Svizzera, quest’ultimo però in diminuzione. Durante i mesi estivi si consolida l’attività legata al turismo, grazie alle bellezze naturali e artistiche offerte da Bedero Valcuvia e dal territorio circostante.

Escursione (facile)

Cappelletta della Madonna degli Alpini | Foto
Bedero Valcuvia, cappelletta della Madonna degli Alpini (2)
Foto 2: didascalia
Bedero Valcuvia, cappelletta della Madonna degli Alpini

È situata in mezzo ai boschi sulla strada che conduce a Ganna prima di entrare in Mondonico. Appena terminata la salita, si abbandona l’auto per prendere un comodo e breve sentiero posto sul lato sinistro.
La si raggiunge in circa 10 minuti.

Arrivati alla cappelletta è possibile sostare (sono presenti delle panchine) per ammirare un meraviglioso panorama della Valcuvia, del Campo dei Fiori e se la giornata è particolarmente limpida anche del M.te Rosa.

Periodicamente, si svolgono feste e celebrazioni promosse da diverse organizzazioni locali.

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Legenda foto
1, 2: Foto FL s.a.s.
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